Il Senato ha approvato in via definitiva la prima legge italiana sull’intelligenza artificiale, in linea con l’AI Act europeo ma con misure originali come il reato di deepfake e un rafforzamento della tutela del copyright. Il provvedimento introduce 28 articoli che delineano un approccio “umanocentrico”, pensato per garantire trasparenza, diritti e sicurezza. Centrale il tema lavoro, con la creazione dell’Osservatorio sul lavoro e l’avvio di AppLI, assistente virtuale per giovani Neet.
Il messaggio del Governo sottolinea la necessità di difendere i cittadini dai rischi dell’IA, trasformando la legge in una narrazione pubblica di responsabilità collettiva. La dimensione mediatica è evidente: il riferimento all’appello internazionale “Fraternity in the age of AI” amplia la portata simbolica della norma, mentre il dibattito politico mostra come l’IA sia già terreno di confronto reputazionale. La sfida comunicativa sarà far percepire l’IA non come minaccia ma come strumento al servizio delle persone e della società.