Più fondi all’editoria e al comparto radio-televisivo. Ma anche più regole per tutelare questi settori dallo
strapotere delle big tech e dalla pirateria digitale, difendendo il diritto d’autore dai saccheggi online,
contrastando le fake news e provando ad aumentare la remunerazione sui contenuti web per gli editori.
Sono i principi cardine attorno ai quali i leader del centrodestra dicono di voler costruire in Parlamento una
riforma complessiva sul sistema dell’informazione italiana. Ieri Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio
Tajani e Maurizio Lupi lo hanno messo nero su bianco in una nota congiunta sulla Rai, in cui spiegano che
nel 2025 bisognerà recepire il Media Freedom Act approvato dal Parlamento europeo, rivedendo, forse,
anche la governance dell’azienda del servizio pubblico.