LEZIONI (DI COMUNICAZIONE) AMERICANE6 min read

Se volete sapere perché Donald Trump ha vinto le presidenziali del 2024 superando di gran lunga Kamala Harris, basta aprire i vostri canali social o semplicemente Whatsapp sul vostro smartphone.
Per mesi abbiamo visto scorrere, condiviso, commentato la sua campagna elettorale tanto che ci è diventato familiare – è diventato uno di noi. Non il candidato alla presidenza degli States, ma il vicino di casa che protesta contro le istituzioni, l’amico con cui si esce a cena, quello con cui andiamo allo stadio a vedere la squadra del cuore.

Trump ha fatto quello che farebbe ognuno di noi quotidianamente sui social: raccontarsi cavalcando lo scenario social attua-
le, niente di più! Ma lo ha fatto anche in maniera innovativa, ad esempio con i video podcast. Foto e video spontanei, in “presa diretta”, stories, post, caroselli. È stata questa la cifra che ha fatto la differenza. Una rivoluzione (almeno per un politico dello standing del Capo di Stato più potente al mondo) e allo stesso tempo un capolavoro di comunicazione.

Harris non è stata da meno, ha inizialmente inseguito, poi è riuscita a ritagliarsi uno spazio, ma non è riuscita nell’impresa trumpiana di essere considerata quella della porta accanto.

Impossibile, invece, mettere a confronto le campagne Usa e Ue. confronto con le elezioni europee di giugno, che pure, nel loro pic-colo, hanno rappresentato una ventata di novità per il “vecchio” continente, segnando uno spartiacque con il passato, è implacabile. Intanto perché la presidente della Commissione Europea, Von der Leyen, non è eletta direttamente bensì nominata. Ma ancora più determinante è che non ha avuto un contendente. 

Le elezioni americane sono state trainate dalla competizione tra i due candidati alla presidenza, quelle europee tra i candidati al Parlamento.

Un minimo denominatore c’è ed è stato sicuramente la comuni-cazione. Ma la politica è comunicazione, e del web e soprattutto dei social oggi non si può fare a meno. 

Una comunicazione in cui i media giocano sempre la parte del leone ma che viaggia ormai solo sui social. E lì, su Facebook, X, Instagram o Tik Tok che la gente si ritrova, parla, sceglie un prodotto come un candidato. 

Queste le analisi che emergono dai dati raccolti durante le due campagne elettorali, quella americana e quella per il Parlamento europeo dall’Osservatorio sui media e la comunicazione di Telpress Italia basati sul monitoraggio dei media, del web e delle conversazioni sui principali social network (Facebook, X, Instagram, TikTok e YouTube) condotta tra il 15 agosto e il 15 novembre 2024. 

I dati sono raccolti attraverso il nuovo NewsReader di Telpress Italia per il monitoraggio dei media e attraverso la piattaforma Media-Scope TM, che consente la rilevazione in tempo reale e la relativa analisi dei dati delle conversazioni del web e dei social network su keyword definite sono stati elaborati dal team di giornalisti, esperti e analisti dell’agenzia.

Riportiamo qualche numero per avere idea della dimensione globale delle elezioni Usa. La keyword “Trump” negli ultimi 10 mesi è stata menzionata in oltre 1 miliardo di contenuti in tutto il mondo.

Ma anche Harris ha il suo piccolo record.

Il 22 luglio ha raggiunto 38 milioni di mention in un solo giorno. Solo nel mese precedente l’elezione Usa, oltre 2 miliardi di persone nel mondo hanno interagito con contenuti riguardanti Trump e Harris. In Europa nel mese precedente le elezioni neanche la metà dei cittadini dei Paesi Ue, che oggi sono circa 450 milioni, hanno conversato almeno una volta sulla competizione elettorale. 

Per quanto riguarda le elezioni americane, in termini di reach, i canali che raggiungono un pubblico più vasto sono Fanpage, Will Ita e Geopop, mentre le piattaforme social più efficaci sono risultate Facebook e TikTok. Per quanto concerne le interaction, i canali che ottengono il maggior coinvolgimento sono quelli legati ai quotidiani online, in particolare La Repubblica, e tra le testate native digitali Will Ita, con il social principale per le interazioni che sembra essere Instagram, seguito da TikTok.

In generale, i post che raggiungono il pubblico più ampio sono quelli che trattano, sia in termini positivi che negativi, della figura di Donald Trump. Gli aspetti più criticati riguardano il suo legame con il razzismo, il sessismo, le politiche sull’immigrazione e i suoi discorsi populisti. 

Tuttavia, anche alcuni influencer di sinistra, come Flavia Carlini, o pagine con posizioni politiche diverse, come Will Ita e Geopop, si concentrano sulle capacità comunicative di Trump e sull’efficacia delle sue strategie mediatiche, che hanno contribuito alla sua schiacciante vittoria elettorale. La sua strategia di comunicazione è stata caratterizzata da un uso massiccio dei social media, in particolare X dell’amico Elon Musk, per raggiungere direttamente i suoi sostenitori e bypassare i media tradizionali. Questo approccio ha permesso a Trump di mantenere un contatto costante con il suo pubblico e di influenzare l’opinione pubblica in tempo reale.

 

Un altro aspetto rilevante è stato l’uso di un linguaggio semplice e diretto, spesso polarizzante, che ha contribuito a creare un forte senso di identità tra i suoi sostenitori. La retorica di Trump ha fatto leva su temi emotivi e controversi, come l’immigrazione e la sicurezza nazionale, per mobilitare il suo elettorato. Inoltre, la sua campagna ha sfruttato eventi storici e personali per rafforzare la sua immagine di leader forte e determinato. Ad esempio, l’attentato fallito contro di lui in Pennsylvania è stato utilizzato per sottolineare la sua resilienza e il suo impegno a “salvare il Paese” Trump ha usato i social come li usa un americano medio strizzando l’occhio anche ai cittadini di tanti altri paesi del mondo. È stata questa la sua forza.

Per quanto riguarda Kamala Harris, la candidata democratica, molti analizzano la sua sconfitta evidenziando la sua difficoltà nel produrre un discorso coinvolgente e nel delineare un programma capace di attrarre realmente le fasce medio-basse della popolazione, in virtù del suo stretto legame con l’establishment americano e l’élite.

Tuttavia, Harris ha ricevuto endorsement da personalità del mondo dello spettacolo, come Leonardo DiCaprio, Eminem e Barack Oba-
ma, che hanno elogiato le sue idee progressiste, tra cui l’attenzione verso le tematiche ambientali e le candidature di persone trans e nere, alcune delle quali hanno ottenuto ottimi risultati elettorali.

In generale, si sottolinea la capacità di Trump, rispetto alla candidata democratica, di interpretare le “vibes” della maggior parte della popolazione, in termini di economia, ideologia e paure. Il concetto di vibes è stato analizzato da numerosi commentatori. politici all’interno dei contenuti multimediali legati al tema delle elezioni. Un indicatore su tutti del successo di Trump? La gif del balletto sulle note di YMCA, ribattezzata Trump Dance, è tra le più condivise degli ultimi mesi e la canzone, una delle più ballate di tutti i tempi, è tornata nelle hit. Tanto che Victor Willis, uno dei fondatori e frontman dei The Village People, ha detto che avrebbe “seriamente preso in considerazione” l’idea di eseguire il successo della sua band se il Presidente eletto Donald Trump glielo avesse chiesto. I post che generano il maggior numero di interazioni sono quelli che parlano negativamente di Trump o positivamente di Harris, spesso realizzati da canali legati a media tradizionali, come il giornale La Repubblica. 

 

Instagram, infine, si conferma come il principale spazio di dibattito politico sulle elezioni americane. Un’ultima considerazione. Anche in queste elezioni, sia quelle europee che le più recenti americane non sono mancati gli hater, gli odiatori, anzi registriamo la novità dei dou-ble hater, quelli che hanno attaccato entrambi i candidati! Analizzando il ruolo strategico della comunicazione politica durante le ultime elezioni europee dell’8 e 9 giugno, si evince che la comunicazione social ha giocato un ruolo rilevante data la massiccia presenza sugli stessi social dei candidati al Parlamento europeo e il loro relativo utilizzo.

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