L’intelligenza artificiale generativa sta trasformando diversi settori, offrendo strumenti per creare contenuti nuovi e prevedere scenari futuri.
Tuttavia, pone anche sfide significative, come la disinformazione e il rischio di manipolazione dell’opinione pubblica, secondo Jerry Kaplan, docente a Stanford e autore di saggi sull’AI, che al convegno Intersections 2024 di Milano ha evidenziato l’impatto dell’IA su sanità, educazione, giustizia, ingegneria e arti creative, ma anche le preoccupazioni occupazionali: l’IA cambierà il lavoro più che distruggerlo, creando nuove professioni e opportunità, come già accaduto con internet e gli smartphone.
Resta, però, il rischio di aumentare le disuguaglianze economiche, accentuando la disparità sociale.
Kaplan suggerisce che saranno necessarie politiche redistributive per bilanciare i benefici economici dell’IA.
In ambito normativo, Kaplan sottolinea che è cruciale regolamentare tempestivamente per evitare abusi, come l’uso non autorizzato di dati personali e le discriminazioni algoritmiche dovute ai bias.
L’Europa, con linee guida avanzate, è in posizione di vantaggio e potrebbe fungere da modello per altri Paesi. Guardando al futuro, Kaplan ridimensiona l’idea dell’IA Generale (AGI) come minaccia: benché sia più potente nelle operazioni specifiche, non possiede consapevolezza né intenzionalità.
Invece, potrebbe rappresentare un’opportunità per liberare l’uomo da compiti ripetitivi e lasciare più spazio alla creatività, rievocando così l’ideale di otium dell’antica Roma.